MucillagineFerme restando le competenze specifiche attribuite all'Autorità Marittima dalla legge 31.12.1982, n. 979 e dal Codice della Navigazione, la legge 24.12.1993, n. 537 ed il successivo decreto interministeriale 28.04.1994, nel trasferire al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (presso cui è stato istituito il Reparto Ambientale Marino) le funzioni del soppresso Ministero della Marina Mercantile in materia di tutela e difesa del mare, affidano al Corpo delle Capitanerie di Porto l'espletamento di tutte le attività operative nel settore, ivi compresa la sorveglianza delle Aree Marine Protette, alle direttive dello stesso Ministero.
Il Comando Generale esercita dunque, tramite la propria Centrale Operativa, i Comandi periferici ed i mezzi navali ed aerei, i servizi di istituto relativi all'azione contro gli antinquinamento marini. Tale sistema è integrato da un servizio di sorveglianza satellitare realizzato nell'ambito di una specifica collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea.
Nell'evenienza di inquinamenti marini, le Capitanerie di Porto operano secondo direttive del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare avvalendosi dell'organizzazione di unità e di dotazioni preposta da quel Ministero agli interventi per il disinquinamento del mare.
Nel caso di grandi emergenze le Capitanerie di Porto assicurano il proprio intervento nel quadro del coordinamento generale delle attività operative in mare attribuito altresì al Dipartimento della protezione civile. In tale eventualità si provvede alla mobilitazione e al coordinamento di tutte le risorse antinquinamento (anche del comparto industriale) esistenti presso i vari Compartimenti Marittimi ed al coinvolgimento dello Stato Maggiore della Marina per l'utilizzo delle unità navali M.M. specializzate per la bonifica degli inquinamenti marini. Le comunicazioni afferenti la presenza o la minaccia di un inquinamento vengono elaborate ed esaminate in relazione al grado di pericolo potenziale o in atto: qualità e quantità del materiale inquinante.
Un'altra immagine della mucillagineIn particolare per quanto riguarda le aree marine protette la legge 979/82, nonché la successiva legge 394/91 (articolo 19, commi 1 e 7) all'articolo 28 sancisce che per la vigilanza e l'eventuale gestione delle riserve marine il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare si avvalga delle competenti Capitanerie di Porto.
La norma stabilisce inoltre che debba essere istituita una commissione di riserva, nominata con decreto ministeriale che affianca l'ente di gestione enti pubblici, istituzioni scientifiche o associazioni ambientaliste riconosciute anche consorziati tra loro) elaborando proposte e suggerimenti relativi al funzionamento della riserva stessa e formulando il proprio parere in merito al regolamento di organizzazione (predisposto dal gestore ed approvato con decreto del Ministro dell'Ambiente).
All'interno di tale Commissione agisce anche il Comandante della locale Capitaneria di Porto: tale presenza è particolarmente significativa in quanto essa rappresenta non solo gli aspetti inerenti la salvaguardia ambientale ma anche quelli legati al traffico marittimo, alle attività di pesca, al diporto ed in generale quelli connessi alle realtà locali.
Altra importante funzione svolta dal Capo di Compartimento è quella relativa all'emanazione di Ordinanze, strumento con cui viene concretamente applicata la disciplina organizzativa e gestionale dell'area protetta. In caso di nuova istituzione di aree protette marine, tale provvedimento assume un particolare rilievo nel lasso di tempo intercorrente tra la pubblicazione del decreto istitutivo sulla Gazzetta Ufficiale e l'individuazione dell'ente gestore (cui dovranno seguire ancora, affinché la riserva possa funzionare, i tempi necessari per la designazione della Commissione di riserva e l'emanazione del regolamento organizzativo) periodo in cui tale area marina resterebbe priva di qualsiasi forma di tutela. Grazie alle Ordinanze emanate dal Capo del Compartimento è invece da subito garantita una immediata salvaguardia della riserva, a cui va aggiunta una costante attività di pubblicizzazione che le Capitanerie svolgono presso l'utenza marittima circa l'esistenza delle aree protette e delle relative misure di protezione.
L'articolo 30 della legge 979/82 prevede infine che per le violazioni dei vincoli contenuti nel decreto istitutivo della riserva vengano applicate dalla Capitaneria di Porto le relative sanzioni amministrative, sempre che, ovviamente, la violazione non costituisca reato.
E' inoltre prevista la confisca degli attrezzi e degli strumenti con cui si sia commessa l'infrazione insieme alla restituzione di quanto eventualmente asportato. L'apparato sanzionatorio, posto dal Legislatore a tutela delle aree marine protette, è completato dall'articolo 30 della legge 394/91 che prevede fattispecie di reato contravvenzionali punibili con l'arresto o l'ammenda sia alternativamente che cumulativamente, nonché illeciti sanzionati in via amministrativa.




